mercoledì 11 febbraio 2026

Carlo DELL'OMODARME


Aveva fatto simpatia al complicato Giordanetti – ricorda Vladimiro Caminiti – che lo aveva visto bene tra i ragazzini del NAGC. A testa bassa Dellomo dribblava tutto e soprattutto se stesso. Il momento del cross arrivava nel caos di questa tecnica solistica e senza sole, i supporter di Madama se la prendevano con i dirigenti per la presenza di questo mediocre cursore. La Juventus lo cedette alla Spal nel 1961 ma quel furbo di campagna di Mazza lo ritornò a prezzo triplicato al commendator Giordanetti due anni dopo. Manco a dirlo rifiniva alla Spal dribblando accanitamente.

martedì 10 febbraio 2026

Vincenzo MARESCA


L’avventura bianconera di Enzo Maresca comincia nel gennaio del 2000. «Compirà vent’anni tra una settimana – scrive Franco Esposito su Repubblica.it – e di sicuro questo sarà il compleanno più bello della sua vita. Vincenzo Maresca, salernitano, centrocampista dai piedi buoni, ha convinto la Juventus a puntare su di lui. Il club bianconero lo ha, infatti, ingaggiato per cinque stagioni acquistandolo dagli inglesi del West Bromwich Albion per una cifra superiore ai dieci miliardi. Maresca gioca a pallone da quando aveva quattro anni e frequentava il campo dell’oratorio dei Cappuccini nel quartiere salernitano del Carmine. La famiglia, di umili origini, non ha mai ostacolato la sua passione e ora è finalmente arrivata la grande occasione. “Il primo impatto con la Juve è stato emozionante. Devo imparare, ma Ancelotti è stato sincero con me: se meriterò di giocare, l’età non avrà alcuna importanza”.

lunedì 9 febbraio 2026

JOAO MARIO

 

«Joao Mario Neto Lopes, questo il nome completo, nasce a São João da Madeira – comune del distretto di Aveiro – il 3 gennaio del 2000. Ed è proprio nella squadra della città natale, l’AD Sanjoanense, che muove i primi passi nel mondo del calcio prima di entrare a far parte, all’età di otto anni, dell’accademia del Porto. La sua carriera si è sviluppata, finora, tutta con la maglia dei Dragões con la quale ha percorso tutta la trafila del settore giovanile fino ad arrivare in pianta stabile in prima squadra; 181 le presenze totali collezionate – partendo dall’esordio datato 15 luglio 2020 – con cinque reti e venticinque assist all’attivo fra competizioni nazionali ed europee. Sono nove invece i titoli conquistati in Portogallo, a cui si aggiunge il successo in UEFA Youth League dell’aprile del 2019 con la formazione giovanile del club di Oporto. Nel novembre del 2023, invece, il debutto con la nazionale maggiore portoghese nella vittoria lusitana contro il Liechtenstein.

Carlo VOLPI


Volpi arriva dal Mantova – scrive Gianni Giacone su “Hurrà Juventus” del gennaio 1973 – all’indomani del tredicesimo scudetto conquistato proprio con l’indiretto concorso del Mantova, che ha piegato i nerazzurri di Herrera all’ultimissima giornata, non c’è juventino autentico che non ricordi quel primo giugno 1967. Sono scampoli di gloria che la pattuglia heribertiana ha ampiamente meritato con lo strenuo impegno e una eccezionale volontà di emergere e lottare; ma sapranno i bianconeri confermare quei sorprendenti risultati nell’anno che li vede contemporaneamente impegnati in Coppa dei Campioni?

domenica 8 febbraio 2026

JUVENTUS - LAZIO


11 febbraio 1973 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS-LAZIO 1-0
Juventus: Zoff; Spinosi e Marchetti; Furino, Morini e Salvadore; Haller (dal 72’ Cuccureddu), Causio, Anastasi, Altafini e Bettega. In panchina Piloni. Allenatore: Vycpálek.
Lazio: Pulici; Facco e Martini (dall’83’ Petrelli); Wilson, Oddi e Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi e Manservisi. In panchina Chini. Allenatore: Maestrelli.
Arbitro: Angonese di Mestre.
Marcatore: Bettega al 18’.

sabato 7 febbraio 2026

Nicolò FAGIOLI

 

Il futuro è già qui – la firma è di Lorenzo Bettoni sul “Corriere Della Sera” del 24 febbraio 2021 –  il 22 febbraio sarà una data che Nicolò Fagioli segnerà in rosso sul calendario. La data del suo esordio in A con la maglia della Juventus, «la maglia più bella che c’è», scrive il talentino bianconero sui social dopo il triplice fischio della sfida col Crotone, aggiungendo: «l’esordio in Serie A è un’emozione unica».

Nicolò NAPOLI


Riserva di lusso, Nicolò Napoli veste la maglia bianconera a 25 anni, a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta, riuscendo a ritagliarsi un piccolo posto da protagonista e facendosi apprezzare dai suoi allenatori, da Marchesi a Zoff, per arrivare a Maifredi. Dal 1987 al 1991, riesce a totalizzare 93 presenze e 6 gol, conditi con la conquista della Coppa Uefa e della Coppa Italia.

venerdì 6 febbraio 2026

NENE'


Campionato 1963-64: Miranda ha fatto le valige, la ricerca del nuovo centravanti è difficile, meticolosa; inutile cercare in Italia, i pezzi pregiati scarseggiano e quei pochi non sono in vendita. All’estero, del resto, non è tutto oro quel che luccica. La scelta, complice anche il caso, viene fatta una calda sera di fine giugno 1963; al Comunale torinese, gremito di folla, è di scena il Santos di Pelé in un’amichevole di lusso, che segna l’arrivederci della squadra bianconera al suo pubblico. Al centro della prima linea juventina gioca un francese alquanto referenziato, Douis si chiama, e la prova sua è molto attesa in prospettiva di un eventuale acquisto. Ma Douis non convince e finisce che pubblico e osservatori puntano gli occhi su un giovanotto color ebano che, nelle file del Santos, dialoga con disinvoltura con sua maestà Pelé. Si chiama Claudio Olinto de Carvalho, per tutti più brevemente Nené, ventuno anni scarsi.

giovedì 5 febbraio 2026

Ugo LOCATELLI


«Sono stato, in certo senso, un ragazzo precoce, calcisticamente parlando – raccontò di se stesso – perché, dopo aver militato nelle squadre giovanili del Brescia, all’età di sedici anni ero già titolare della squadra azzurra che a quell’epoca disputava il campionato di Serie B. Ero agile, scattante, dotato di un tiro non fortissimo, ma molto preciso. Giocavo centrattacco e, per qualche stagione, nessuno pensò mai a cambiarmi ruolo. Il Brescia era stato promosso in Serie A nella stagione 1933-34 e fu proprio in quell’anno che feci conoscenza con i grandi campioni della Juventus dell’epoca d’oro. Non avevo giocato la gara del girone di andata a Torino a fine novembre, gara conclusasi con una secca sconfitta per 5-1 delle Rondinelle; ma nell’incontro del girone di ritorno, disputato il 15 aprile sul vecchio campo di Brescia, andai in campo anch’io, nel ruolo di centrattacco. Me la vidi con il mastodontico Monti, giocatore di incredibile potenza e grande classe. Il Brescia, nelle cui file giocavano ottimi atleti, come il portiere Peruchetti e i due fratelli Frisoni, uno mediano, l’altro attaccante, disputò una gagliarda partita, ma non riuscì a spuntarla».

mercoledì 4 febbraio 2026

Mario MENEGHETTI


«Anziano gladiatore di razza giunto da Novara – scrive Renato Tavella – con nel bagagliaio la fama di gran colpitore di testa. Giunto alla corte di Karoly apprende alcuni segreti “per andare su di testa” con migliore profitto e sembra non darsi pace per non averci pensato prima».

martedì 3 febbraio 2026

Franco CAUSIO


C’è un ricordo che Franco Causio si porterà sempre: lo scopone con Pertini sull’aereo che riportava a casa l’Italia Campione del Mondo del 1982: «Indelebile. Io ero in coppia con Bearzot, il presidente con Zoff. Io feci una furbata: calai il sette, pur avendone uno solo. Pertini lo lasciò passare e Bearzot prese il “Settebello”. Abbiamo vinto così quella partita». C’è tutto il repertorio di Causio: il sette, la finta, l’avversario disorientato. Ma stavolta non era un terzino, era il Presidente della Repubblica. Che si arrabbiò moltissimo.

lunedì 2 febbraio 2026

Bruno GARZENA


«Volto e fisico da guerriero mitologico distinguevano Bruno Garzena – scrive Renato Tavella sul suo libro “Il romanzo della grande Juventus” – altro ragazzo della Juve, detto il Falco di Venaria. Del paesino sull’orlo di Torino in cui era nato portava le stimmate e, con orgoglio, se ne faceva vanto. Sembrava costruito in acciaio il coriaceo terzino. Protetto dalla linea del fuori, gambe divaricate e braccia pure, saltellava sulla punta dei piedi, sempre pronto a contrastare l’avversario. Ad azzannare se necessario, a picchiare anche, se era il caso. Ma alcune volte non gli riusciva di tenersi controllato e magari “si smontava”, come si dice in gergo. Passato il momento, schiuma alla bocca, si riprendeva e tornava a giostrare concentrato, senza più sbavature».

domenica 1 febbraio 2026

PARMA - JUVENTUS


8 gennaio 1995 – Stadio Tardini di Parma
PARMA – JUVENTUS 1-3
PARMA: Bucci (Galli dal 31’); Di Chiara (Benarrivo dal 48’), Minotti, Apolloni, Couto; Sensini, Baggio,  Crippa; Branca, Zola, Asprilla. In panchina: Castellini, Caruso, Pin. Allenatore: Scala.
JUVENTUS: Peruzzi; Ferrara, Torricelli, Fusi, (Jarni dal 60’), Carrera; Paulo Sousa (Marocchi dall’84’), Tacchinardi, Conte; Vialli, Del Piero, Ravanelli. In panchina: Rampulla, Orlando, Di Livio. Allenatore: Lippi.
Arbitro: Ceccarini di Livorno.
Marcatori: Baggio al 57', Paulo Sousa al 63', Ravanelli al 70' e al 74' su rigore.

sabato 31 gennaio 2026

Silvino BERCELLINO


«Dove lo mandiamo Bercellino II quest’anno - si chiede Vladimiro Caminiti – l’allenatore lo ritiene superfluo per la rosa. E Bercellino numero due viaggiava. Mantova, Palermo, Potenza, dovunque segnando goal col sinistro, che risolvevano la partita ma non l’avvenire del giocatore. Nemmeno le mani Accadue lo avevano sciolto. Silvino amava giochicchiare, occupato a spartire l’ora e mezzo con lo stopper di turno, se la prendeva comoda. Bambino grassottello, non si scalmanò mai. Voleva divertirsi. Era lento ma soprattutto non aveva la perfidia di chi vuol far carriera. Non aveva nemmeno la tenacia del fratello. Qualche volta buon vino mente».

venerdì 30 gennaio 2026

Roberto TANCREDI


«Tarchiato portiere – chi scrive è il mitico Camin – dalle geometri abituali, buon colpo di reni e discreta elevazione, mediocre in uscita, attinge al successo con difficoltà e non riesce a garantirsi un posto in squadra». Aggiunge Renato Tavella: «Oltre modo difficile, viene da dire, assicurarsi una maglia in quella Juve pronta per l’ennesima cavalcata».

giovedì 29 gennaio 2026

Erminio FAVALLI


Nasce a Bobecco d’Oglio vicino Cremona il 29 gennaio 1944. Suo padre fa l’agricoltore, lui segue spesso il fratello Armanno più grande di cinque anni. Non si mette comunque a giocare al calcio solo per imitare il fratello. «Mi piaceva – racconta Erminio – e all’ala destra me la cavavo bene. Armanno mi fece provare per la Cremonese. Superai il provino e venni tesserato. Assieme a mio fratello ho giocato poche partite». Favallino è timido, riservato, non scontroso ma modesto, come suo fratello del resto. Un giorno è notato da un osservatore dell’Inter. «Mi chiesero – dice Erminio – se volevo trasferirmisi all’Inter. Non sapevo cosa rispondere. Andai da Armanno che giocava nel Brescia. Lui rispose se ero matto ad aspettare. Che mi precipitassi a Milano e di corsa pure. Mi convinse».

mercoledì 28 gennaio 2026

Gianluigi BUFFON


«Siete stati la cornice dentro la quale ho dipinto la mia storia bianconera. In venti anni non mi avete mai abbandonato, mi avete sempre sostenuto e incitato. Assieme siamo caduti e assieme siamo rinati. Assieme abbiamo vissuto gioie infinite e assieme abbiamo vissuto delusioni profonde. Un semplice grazie non sarà mai sufficiente per ricambiare il vostro infinito affetto che mi avete ininterrottamente mostrati per venti anni».